Occhio alla Spesa

Paese nuovo, vita nuova.

Trasferirsi all’estero comporta, di solito, un profondo mutamento delle proprie abitudini quotidiane. Uno dei pochi elementi di continuità, per gli italiani a qualsiasi latitudine, è rappresentato dal seguire una dieta mediterranea e non rinunciare, per quanto possibile, ai sapori di casa. Una spesa di qualità, con un occhio al portafogli, costituisce dunque una necessità imprescindibile, soprattutto in un paese come il Regno Unito in cui, nonostante i miglioramenti degli ultimi decenni, la gastronomia sconta ancora qualche ritardo. Questo articolo vuole dunque essere una semplice guida (che non pretende di essere esaustiva) alla spesa alimentare a Sheffield. Come e dove comprare, tenendo conto delle specificità della filiera alimentare locale.

 

 

Il Mercato



Occorre subito dire che, per quanto concerne frutta, verdura, carni e pesce il modo migliore per coniugare risparmio e qualità è andare al mercato. Da poco spostato nella nuova sede del Moor, offre una vasta selezione di prodotti freschi, a prezzi fortemente contenuti. Su frutta e verdura (sono presenti più banchi; molto fornito è Stuarts), il risparmio nei confronti delle alternative da supermercato, si aggira di solito intorno al 50%. Su carne e pesce, la differenza è meno marcata, ma è sicuramente possibile trovare una grande varietà. E’ presente anche una sede distaccata del mercato, presso il centro commerciale Crystal Peaks, situata nel sud-est della città. Risulta comunque difficile trovare, al mercato (la cui clientela di riferimento è per lo più formata da pensionati e casalinghe inglesi), prodotti tipici italiani.

 

 

La grandi catene alimentari



Ad ogni modo, è possibile trovare, anche a Sheffield, le stesse grandi catene alimentari di ogni altra città inglese. Nel Regno Unito, infatti, la grande distribuzione, controlla il mercato dei generi alimentari, rendendo la vita molto dura ai piccoli commercianti.
In ossequio alla struttura della società inglese (una delle più diseguali al mondo), anche i supermercati sono stratificati per classe. Si parte da Waitrose e Marks&Spencer, negozi di riferimento per l’alta borghesia, caratterizzati dall’ottima qualità dei prodotti, ma dai prezzi molto cari. E’ possibile trovare, in questi punti vendita (solitamente localizzati nelle zone più borghesi; a Sheffield, ad esempio, in Ecclesall Road), un gran numero di prodotti italiani: molti formati di pasta; formaggi; salumi; finanche la mozzarella di bufala, direttamente dalla piana del Volturno; Waitrose stocca anche delle buone fette biscottate per chi proprio non riesce ad abituarsi all’English Breakfast.

Più economici e generalisti i due principali marchi, Tesco e Sainsbury (in rigoroso ordine di quota di mercato e di economicita’). Si tratta di supermercati di prezzo medio, molto forniti (qualche riserva, tuttavia, la esprimiamo sulla qualità di frutta e verdura, generalmente dal sapore eccessivamente industriale); Sainsbury gode di una maggiore reputazione tra i clienti middle class (dunque i prezzi sono leggermente superiori); Tesco ha recentemente provato a rispondere elaborando una nuova linea di prodotti (Finest, che propone anche paste essiccate e fresche, salse e formaggi) destinata ad assecondare i gusti di questo segmento di clienti.
Morrisons si colloca nella stessa fascia di prezzo, con alcuni spunti interessanti da un punto di vista qualitativo: ottimo il banco salumeria con mortadella, salami, prosciutti e formaggi che è possibile affettare al momento; buona anche la pescheria; significativo il reparto pasta, con marche italiane quali De Cecco e Buitoni, ed alcune buone produzioni a marchio proprio, con formati inusuali per il mercato inglese (come Paccheri, Manfredi e Trofie).

Nuovi competitor nell’industria della grande distribuzione sono i discount Lidl e Aldi, che si distinguono per i prezzi molto bassi (è possibile trovare 2 litri di latte al costo di £0.88). Queste catene hanno avuto gioco facile, negli ultimi anni di recessione economica, nel guadagnare quote di mercato (soprattutto presso i ceti popolari) ai danni dei concorrenti più tradizionali. Nonostante la qualità dei prodotti non possa essere, in generale, considerata eccelsa, va detto che Lidl offre una linea di prodotti Deluxe, grazie alla quale è possibile trovare salumi e paste fresche italiane di buon livello a prezzi bassissimi.

ASDA (sezione britannica dell’americana WalMart) si colloca a metà strada tra i discount ed i supermercati tradizionali, con una clientela marcatamente working class. Un buon posto per fare scorta di fagioli Heinz ed altre delicacies britanniche di cui sicuramente sarete divenuti ghiotti; meno se si cercano sapori di casa nostra, per quanto anche questa catena stia cercando di attrarre un numero maggiore di immigrati ampliando la propria offerta di cibi internazionali.

E’ opportuno ricordare che tutti i marchi citati (discount a parte) offrono anche la possibilità di acquistare prodotti di linee basic (dal packaging semplificato e ridotto), grazie ai quali è possibile risparmiare. Inoltre, è possibile affiliarsi a programmi-fedeltà (MyWaitrose, la Clubcard di Tesco; la Nectar card di Sainsbury; la Match&More card di Morrisons, ), grazie ai quali è possibile ricevere buoni sconto, voucher e promozioni. Il rovescio della medaglia è rappresentato, ovviamente, dalla cessione continua e costante di dati circa le proprie abitudini d’acquisto.


Come in Italia, anche nel Regno Unito si registra la presenza del movimento cooperativo nella grande distribuzione. Il marchio Co-Operative, infatti, gestisce sia negozi di vicinato che piccoli supermercati (rintracciabili in molti quartieri di Sheffield). Presso questi punti vendita, tutti gli studenti possessori della tessera della National Union of Students possono usufruire dello sconto del 10%. Inoltre, Co-Operative si distingue per l’attenzione alle tematiche fair-trade e per il rispetto di elevate standard etici nella sua catena di fornitura; di buon livello i prodotti da forno (recente l’introduzione dei Pasteis de Nata, tipici dolci portoghesi, una vera leccornia).

 

I Minimaket


Una buona alternativa, su alcuni prodotti (frutta, verdura, scatolami), è rappresentata dai minimarket gestiti da immigrati (soprattutto pakistani). Ozman (su London Road), Sheffield Super Store (su Abbeydale Road), Emin (su Burngreave Road) forniscono due buoni esempi di negozi di questa categoria, presso i quali è possibile trovare frutta e verdura fresca e dal buon sapore, legumi in scatola assortiti, succhi di frutta, e una selezione di biscotti e merendine sicuramente più vasta di quella rintracciabile in una qualsiasi catena inglese (che include anche prodotti industriali italiani, quali le Millefoglie Vicenzi o i Trancetti Balconi).
Non mancano, inoltre, negozi di frutta e verdura di vicinato, quali Beanies (su Barber Road, a Crookesmoor), JustNat (a Crookes) o Beeches (che include anche una buona macelleria, su South Road, a Walkley), che offrono materie prime di buona qualità (sebbene a prezzi leggermente superiori). Per quanto concerne il pane, due buoni panifici sono Forge Valley Bakery (su Abbeydale Road) e Seven Hills Bakery (su Sharrow Vale Road); in entrambi i negozi è possibile acquistare delle buone pagnotte (a volte un po’ troppo speziate) ed altri buoni prodotti da forno.

Qualora la mancanza dell’Italia sia davvero troppo forte, ci sono una serie di piccoli negozi (assimilabili a delle salumerie italiane) presso i quali trovare un po’ di tutto. Bragazzi (su Abbeydale Road), oltre a preparare un caffè decente e dei simpatici panini, propone una vasta scelta di salumi (prosciutti, salami e mortadelle), formaggi e prodotti vari: è possibile trovare succhi Valfrutta, biscotti del Mulino Bianco e Pavesi, formati di pasta regionali. Simile, ma in scala ridotta, La Coppola (su Oakbrook Road). E’ possibile, inoltre, utilizzare siti specializzati per l’acquisto di generi alimentari italiani online (www.nifeislife.co.uk, www.delicatezza.co.uk).

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